domenica 24 novembre 2013

A Lunch Break Romance



Cosa succede quando l’insicurezza e la timidezza impediscono il giusto avvicendarsi delle cose, la naturale evoluzione delle storie?

Lei, lui e una panchina in pausa pranzo: è tanto tempo che si incontrano, si vedono, ma non si parlano. Lui conosce i suoi gusti in fatto di zuppe, lei in fatto di scarpe. Si piacciono in silenzio, temendo di non essere al meglio, non aver lavato bene i capelli o essere goffi.
Una storia d’amore in potenza che troppo spesso rimane un sogno ad occhi aperti, nell’attesa che chissà, l’indomani, qualcosa possa cambiare, gli sguardi possano incrociarsi e finalmente vestir di certezze i vaghi pensieri fatti timori e insicurezze.

Campi e controcampi semplici, riprese frontali e una soggettiva iniziale molto espressiva rendono questo corto di Danny Sangra, uno studio antropologico di due minuti e mezzo, universale e alla fine anche divertente, con un gioco di stereotipi che funziona e fa sorridere. 

Un pezzo jazz, il più insicuro dei generi musicali, accompagna questa pausa pranzo tormentata e mai parlata: una particolarità unica che sembra strizzare l’occhio al vecchio cinema che rivive nel contemporaneo. Un cinema che è un po’ come se fosse il terzo personaggio del corto, un elemento fondamentale per capire e vivere il mondo anche se è già fin troppo evidente e i personaggi lo sanno: la vita non è un film.

Lo stile del regista in generale è originale: anche nel resto della sua fornita filmografia che conta ormai numerosi cortometraggi, si nota un estremo buongusto, un occhio speciale nei confronti dei bei colori, delle belle inquadrature e delle belle storie, scritte bene, con un tocco sempre sempre un po' fuori dall'ordinario.