giovedì 25 aprile 2013

Sunshine Cleaning


Un film di Christine Jeffs con Amy Adams, Emily Blunt. USA, 2008.

Un'altra piccola dramedy indipendente uscita dal Sundance 2008: terza regia (e mezza contando anche il primo cortometraggio Stroke) per Christine Jeffs.
Rose e Norah Lorkowski, due adorabili sorelle, squattrinate e un po' sbandate, provano a mettersi in società dopo aver perso innumerevoli lavori: una società che si prospetta remunerativa se non fosse che una delle due, la più disadattata, è sempre pronta a mettersi nei guai.

Una storia ricamata con finezza ed ispirata ad una vicenda ascoltata su NPR Naional Public Radio, nel 2001, che ha incuriosito la regista tanto da metterla al lavoro per trarne un film dal risultato assai convincente e soprattutto emozionante.
Interamente girato nel New Mexico, Sunshine Cleaning conserva lo spirito indie di tutti quei film prodotti dai Turtletaub e Saraf che tanto amano questo stile, nonostante l'azzardo fin troppo evidente del titolo: un richiamo che si fa intricato se solo si pensa ai Little Miss Sunshine, American Sunshine, American Life, American Beauty che quasi si confondono tra loro, in un misto di discutibili scelte di mercato nostrane e d'oltreoceano.
Un film tecnicamente maturo che esula dai movimenti di macchina sporcati dei mumblecore più innocenti e si fa stabile narrazione: molto più incentrata sui personaggi, sulle loro storie da looser, sui problemi familiari di donne allo sbando, single o con figli senza padri, con genitori a cui badare e senza lavori con cui mantenere le fila di vite già abbastanza disastrate.
Il tutto raccontato con la leggerezza di un tocco comedy che rende lo spirito naif dei personaggi, interpretati da Amy Adams e Emily Blunt, totalmente amabile.
Emily Blunt in particolare, perfetta nel ruolo della giovane zia single malinconica e bad girl che racconta storie dell'orrore tentando di soffocare vecchi dolori di bambina che prima o poi dovrà affrontare.

Bella interpretazione anche per Oscar (Jason Spevack) all'epoca già affermato attore undicenne, nel suo ruolo simpatico, espressivo ed un po' impertinente che lo ha reso la mascotte dell'intero film.
Ultima nota, ma non meno importante, va al personaggio di Winston (Clifton Collins Jr.), il più interessante e riuscito, quasi invisibile ma al contempo molto presente: il più romantico, l'uomo che in silenzio ammira il mondo e le donne che lo circondano, amandole in qualche modo forse, aiutandole con amicizia, sorridendo delle loro ingenuità e offrendo loro la propria solidarietà. Fin dal principio è lui il personaggio migliore, quello buono su cui lo spettatore può veramente contare e per il quale spera subito il meglio, perché in fondo se lo meriterebbe un bell'amore sincero, una nuova metà da abbracciare e da cui essere abbracciato.
Un orecchio anche alla colonna sonora con "Cure for this"- Golden Smog.