sabato 13 aprile 2013

Waiting for "The Bling Ring"


Prima della recensione del prossimo blueberrymovie, che ho intenzione di scrivere a breve,
non posso resistere alla tentazione di dedicare un intero post a colei che, pur con pochissimi film, è riuscita ad esprimere al meglio la sua poetica registica ineccepibile con uno stile personalissimo ed amabile.
Il tocco indie del primo lungometraggio (Il giardino delle vergini suicide), il romanticismo sconfinato e silenzioso del secondo (Lost in Traslation), i colori pastello macaron-pop del terzo (Marie Antoinette) e le atmosfere tenui e decadenti delle lenti Zeiss di papà nel quarto (Somewhere), ci portano a domandarci: come sarà il prossimo film di Sofia Coppola?


Ancora poco si sa di The Bling Ring se non un accenno alla trama (la storia vera di una gang specializzata in furti glamour presso celebri ville a Beverly Hills), ma già dal magnifico poster è facile intendere quanto gusto e novità si celino dietro a scelte registiche sempre nuove e mai banali.
Si intuisce la leggiadria e l'estro di un'artista che si disinteressa ad ogni regola e si reinventa, ad ogni film, un modo di fare cinema profondamente personale (come sta attualmente facendo anche Lena Dunham).
Ci sono ancora poche donne nel cinema ma quelle che ci sono, è ormai evidente, danno filo da torcere a tutti i registi uomini del mondo in quanto a rivoluzionarietà, autorialità ed innovazione. Essere contemporanei è la parola d'ordine e le pioniere del nuovo cinema contemporaneo ci stanno lavorando bene, perchè lungi dall'essere sterili femministe frustrate che combattono solo a parole, si rivelano essere vere donne sicure dei propri talenti, che in silenzio e disinteressate alla competizione maschile, si spianano una strada artistica mai frivola e dal gusto estetico raffinato.


I miei tre motivi per non perderlo:

- Scritto e diretto da Sofia Coppola, anche questo film è stato prodotto in parte dal fratello Roman (co-sceneggiatore di Moonrise Kingdom che da poco ha ri-collaborato con Wes Anderson per i tre spot d'autore di Prada)
- Dal trailer sembra la versione girly di un film di Tarantino, inframezzato da scritte nere su sfondo giallo e musica coinvolgente da cui aspettarsi bei colpi di scena.
- Così come la dolce Cleo di Somewhere (Elle Fanning) poteva sembrare il ritratto di bambina della Charlotte di Scarlett Johansson in Lost in Traslation, qui, Emma Watson potrebbe essere la versione bad girl della cresciuta Cleo, come a raccontare sempre un'unica storia tutta al femminile degna dei migliori romanzi di formazione.