sabato 6 luglio 2013

This is 40

Un film di Judd Apatow con Paul Rudd, Leslie Mann, Lena Dunham. USA, 2012

E' il quarto film di Judd Apatow ed in generale si potrebbe definire un'opera familiare in cui recitano la moglie e le figlie del regista, con le quali ha collaborato anche nelle produzioni precedenti.
This is 40 è la classica commedia americana che ci si può aspettare da un produttore tanto lungimirante nello scoprire e produrre i giovani talenti, quanto convenzionale nel dirigere qualcosa che più che un film, alla fine, si rivela essere solo un prodotto realizzato per un determinato tipo di pubblico amante della commedia impacchettata e stereotipata, intrappolata in rigidi schemi difficili da varcare.

Siamo in pieno stereotipo americano: Los Angeles, le villette con il giardino dove organizzare fallimentari party di compleanni, una bella famiglia, marito, moglie e due figlie il tutto da gestire al meglio senza scordare amici, parenti, scuola e problemi finanziari.
Perché la strizzata d'occhio alla crisi va data e funziona, così come funziona la crisi esistenziale dei quarantenni moderni, alcuni mai cresciuti, incapaci d'assumersi responsabilità nel lavoro, nei rapporti, che mentono sull'età, organizzano feste e scappano, salvo poi ritornare all'ovile, repressi ed insicuri.

Brave Leslie Mann (la moglie di Apatow) e le figlie, un po' troppo patinato e belloccio, invece, Paul Rudd, che in teoria sarebbe il marito ribelle sì, ma anche un po' inetto, incapace di prendere una decisione e bugiardo cronico.

A dare ritmo e vitalità ci sono le nevrosi di una coppia che fa la radiografia ad ogni difetto e l'isteria di due figlie schiave di iPad, Wi Fi e serie tv.
dialoghi sono quella marcia in più che fa innalzare, anche se non di molto, il film rispetto alla paccottiglia delle commedie prezzolate che purtroppo infangano un genere invece sempre più vivo, poetico e ricco, quando ben fatto. Sceneggiato dallo stesso Apatow, il film ha dei risvolti inaspettati nella scrittura dei dialoghi: talvolta le conversazioni prendono una piega black, paradossale ed allo stesso tempo così freddamente normale per gli stessi protagonisti che tornano alla mente certi dialoghi strong di “Girls”, serie tv che Apatow co-produce insieme alla sua creatrice Lena Dunham che in questo film compare in un piccolo ruolo (come era successo in Supporting Characters)
Un punto in più per la colonna sonora molto curata dato il lavoro del protagonista Pete, fondatore di un'etichetta discografica indipendente dedicata alla musica di qualità.
Ricco di citazioni da film, telefilm, per più di due ore si viaggia nel “già visto” mescolato alla sorprendente contemporaneità dell'opera, la cui più ingombrante protagonista, in fin dei conti, è la tecnologia moderna ed i problemi che, inevitabilmente, se mal utilizzata, crea nei rapporti umani.