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venerdì 15 novembre 2013

Castello Cavalcanti

Scritto e diretto da Wes Anderson, interpretato da Jason Schwartzman e prodotto, tra gli altri, da Roman Coppola, Castello Cavalcanti è stato presentato ieri al Roma Film Festival dopo essere stato pubblicato in anteprima sul sito di Prada.

Atmosfere e scenografie posticce alla Dogville si mischiano ai fluidi movimenti di macchina diretti dal genio di Anderson. La sequenza iniziale in cui sfilano davanti alla macchina da presa quasi dei tableaux vivants, con personaggi pressoché immobili che ascoltano la sera circospetti, sotto un brusio di voci indefinite, è uno dei preludi più intensi del cinema, quasi ai livelli dell’intro di Antichrist di Lars von trier con il suo struggente Lascia ch’io pianga.

Settembre 1955, Italia: Un pilota di macchine oggi d’epoca fa un incidente al Castello Cavalcanti e si ferma nel locale di passaggio. I colori sono quelli prettamente tipici del regista quindi sullo schermo la prevalenza di gialli, arancioni e suggestioni pop ricorda gli anni stessi in cui è ambientato il film.  La collaborazione fashion con Prada s’insinua nella storia senza invadenza, sposandosi perfettamente con gli strepitosi interni del bar e le scenografie da sogno. 
Un’atmosfera veramente d’antan, felliniana, silenziosa, non c’è la nebbia di Amarcord ma quasi la si percepisce, tra la penombra di un luogo senza tempo e senza spazio.
C'è il fascino di Schwartzman, dell'uomo che chiama la sua sweety per non farla preoccupare fissando la barista e sognando figli con le donne di tutto mondo. Italia e America si fondono e confondono. Un corto strepitoso da non perdere grazie anche al fascino della sera e del bancone del bar che richiama la magia dei Nottambuli di Hopper e di tutte le malinconie artistiche cantate al cinema e non solo.

sabato 9 novembre 2013

Choose You


A live short film written by Lena Dunham

Ancora musica, cinema e performance che si incontrano e scontrano all’interno del panorama cinematografico indipendente americano e soprattutto agli YouTube Music Awards che si sono tenuti a New York. Spike Jonze alla regia collabora con Lena Dunham, abile sceneggiatrice di questo corto musicale amato e al contempo odiato dal pubblico.

Lui la guarda malinconico muoversi sinuosa insieme al suo nuovo partner. Il volume di una discoteca, conversazioni stropicciate e un’intesa fugace. C’è Lena Dunham nella chiassosa personalità della protagonista, nel personaggio maschile discreto e pensieroso. 

C’è Lena Dunham nella schiettezza dei dialoghi conturbanti, spiazzanti, quasi violenti che ogni volta riescono a stupire e farsi riconoscere. Il tocco geniale si consuma sul finale, scelto tra due opzioni differenti scritte dalla stessa Lena Dunham, nonché sul silenzioso sgomento di fronte ad una storia che in sé racchiude tante anime oltre che tre canzoni del celebre dj svedese Avicii.

Una rivisitazione ultra-contemporanea della tragedia delle tragedie, mai riproposta con tanta leggerezza, intelligenza e surrealtà. 

Jason Schwartzman e Dree Hemingway divertenti da non perdere!

lunedì 4 novembre 2013

Afterlife


Dietro alla macchina da presa per gli Arcade Fire e il video del loro pezzo Afterlife, Spike Jonze incanta ancora (dopo il Ladro di Orchidee) con un piccolo corto interpretato da Greta Gerwig. Entusiasmante e liberatoria, la visione di questo piccolo gioiellino sarà la gioia di tutti gli amanti del video e cinema indipendente. 


E' stato presentato agli YouTube Music Awards appena conclusosi e insieme a Greta Gerwig, relativamente al panorama cinematografico indipendente, hanno presenziato all'evento anche Michael Cera e Jason Schwartzman. In questo live video, la Gerwig dà il meglio di sé, fondendo e confondendo le diverse anime della sua personalità, del suo modo di recitare e del personaggio che pian pian si è costruita al cinema, quello di una giovane donna talvolta goffa, impacciata, una Bridget Jones contemporanea e meno perdente, ma con un lato buffo che la rende umana, sensuale a suo modo e cool. E' l'eroina contemporanea dei nostri giorni, del cinema indipendente, quella che ride di sé e fa sorridere senza per forza ammaliare.

Un video musicale che dunque rappresenta qualcosa di più, una piccola storia, un esperimento di cinema live, un rito come una danza che si spande infondendo carica ed energia.

*P.S: Greta Gerwig in Frances Ha, prossimamaìente su questi schermi! :)

domenica 29 settembre 2013

Casino Moon


E’ un cortometraggio scritto e diretto ancora dalla piccina Gia Coppola, interpretato dall’attrice cinese Zhang Jingchu e dal cugino Robert Schwartzman, attore e cantante, nonché cugino di Sofia Coppola, per la quale ha recitato ne Il Giardino delle Vergini Suicide. Suo fratello è ovviamente Jason Schwartzman visto ne Il treno per Darjeeling, ed ecco quindi che la famiglia più intricata d’America ricompone il suo puzzle.
Per il video della canzone di Schwartzman, All My Life, sono stati utilizzati degli estratti da questo cortometraggio così brillante ambientato tra le mille luci della notte a Las Vegas.
Gia Coppola, con il suo tocco romantico da lolita, racconta un piccolo incontro d’amore con affetto e delicatezza. Lo stile del corto è simile a quello di A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III diretto da zio Roman Coppola, c’è Las Vegas con i suoi mille peccati e le luci soffuse, ci sono strade notturne accoglienti e c’è il romanticismo di una fuga amorosa con il prendersi cura delle ferite dell’altro senza chiedere niente. Ottima interpretazione dei due attori. Belli da morire.

Un mondo a parte quello rappresentato nel film, con regole e ritmi propri, in cui in una sera ci si innamora, in cui non ci sono orari e si può ottenere tutto ciò che si desidera. Un mondo dei balocchi dell'anima, in cui i due cugini si promettono di rimanere sempre bambini, giocando insieme come da piccoli, sul set della propria vita.

 


 

giovedì 26 settembre 2013

What's Up?


E' un po' la fortuna e la tendenza dei nuovi filmmaker indipendenti americani: per iniziare a realizzare anche solo una piccola opera minimamente finanziata, collaborano con brand  e aziende fashion i quali sponsorizzando il loro lavoro, offrendo costumi e ottenendo pubblicità. Non sempre è questo il meccanismo, poiché le aziende possono chiedere a qualche artista emergente già affermato di reinterpretare il brand, ma il risultato è splendidamente il medesimo:  incentivare il nuovo cinema.
E' questo il caso anche per Gia Coppola, ventiseienne nipotina d'America, nuova leva uscita dalla famiglia Coppola, appena passata a Venezia 70 nella sezione Orizzonti con il suo lungometraggio d'esordio Palo Alto.
Una carriera iniziata come attrice in qualche film di Coppola Senior e il debutto dietro la macchina da presa.
Prima di Palo Alto, va da sé, ci sono stati diversi lavori, video e cortometraggi, visibili sul canale vimeo personale della giovanissima regista.
Senza dubbio, ad una breve sbirciata, si percepisce il tocco romantico e vintage di famiglia.

What's Up è un piccolo lavoro che racconta alcuni istanti di vita di un'adolescente che in cameretta si guarda intorno - dettagli di oggetti romantici, fotografie, cartoline, scritte sul muro, poster musicali e libri - e prova a sfogare i grandi dubbi di cuore dedicandosi a sé, provandosi abiti, saltando sul letto, investendo del tempo per se stessa e provando a convincersi d’esser fantastica.
La fotografia è molto accogliente ed è costituita da colori tenui e pastello, un po' retrò, un po' fashion, di certo non estranea a quelle atmosfere che zia Sofia da anni ritrae con incondizionata grazia.


Lo stesso stile lo si ritrova anche in Writer'sBlock, altro cortometraggio fashion che racconta una giovane eccentrica scrittrice alle prese con il panico da pagina bianca. Una narrazione veloce, senza fronzoli, quasi pubblicitaria e molto efficace. Ecco un ritratto d'artista contemporaneo, incalzato da una voice over divertente, che dà finalmente voce agli hipster fashionisti del nostro tempo.

Voi non amate queste piccole opere? Secondo me Racchiudono in sé le grandi speranze degli artisti, sono intrise di buono propositi e vanno premiate.

A prestissimo con un nuovo video girato ancora dalla fashionissima Gia!

lunedì 12 agosto 2013

A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III

Un film di Roman Coppola con Jason Schwartzman e Bill Murray, USA, 2012

Sembrerebbe impossibile parlare di A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III, scritto e diretto da Roman Coppola, prescindendo in assoluto dal modo di fare cinema dell'amico Wes Anderson, con cui per altro collabora da anni.

Prima regia di fiction, dopo una carriera da video artist abbastanza fornita, per il fratellino e figlio d'arte di casa Coppola: una commedia ambientata a Hollywood, nel cuore di una Los Angeles piena di luci, vissuta di notte, tra realtà e fantasia, in ville e ospedali.
Anche i personaggi quasi usciti da quell'incantevole suite dell'Hotel Chevalier, e di conseguenza i loro ottimi interpreti, rimandano al cinema di Anderson, primo tra tutti Jason Schwartzman (The Darjeeling Limited) cugino stesso di Roman e Sofia, nipote, dunque, del maestro Francis Ford Coppola. Non sarebbe mai potuto mancare, a suggellare la sacra unione d'intenti cinematografici di famiglia, anche Bill Murray (Broken Flowers) sempre perfetto in ogni ruolo malinconicamente comico che interpreta.

Presentato all'ultima edizione del Rome International Film Fest, racconta la storia divertente ed ossessionante del grafico pubblicitario Charles che a causa di inconvenienti sentimentali, viene lasciato dalla fidanzata. Non riuscendo a farsene una ragione, escogita ogni piano per poter riavere a che fare con lei. In una confusione estetica sconcertante, realtà e fantasia si compenetrano fino a confondere gli stessi protagonisti, quasi usciti da un b-movie anni '70.
Un film circolare, dall'incipit geniale, quasi animato, ed un finale meta-cinematografico esaltante. Un'opera prima gradevole a cui manca la brillantezza e l'acume del cinema a cui si ispira ma che comunque è ben scritta, con dialoghi in gran parte divertenti, un ritmo perlopiù sostenibile ed uno stile che nel complesso acquisisce una dignità propria.
Grande colonna sonora di Liam Hayes.



It premiered at Rome International Film Fest in 2012. It would seem impossible to say something about A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III, written and directed by Roman Coppola, regardless of the way of making films of his friend Wes Anderson. Not only photography but also the characters refer to the cinema of Anderson: there are Bill Murray, Jason Schwartzman ( Roman and Sofia Coppola's cousin) and a very charming b-movie atmosphere.
Well written with brilliant dialogues, this first effort of Roman Coppola proved to be a success, despite not possess the acumen of cinema which is inspired. Great soundtrack by Liam Hayes!





venerdì 14 giugno 2013

The Darjeeling Limited

Un film di Wes Anderson con Owen Wilson, Adrien Brody, J. Schwartzman, USA, 2007
E' stato presentato a Venezia ed è la sesta prova di regia dell'indie texano Anderson, perla rara scritta insieme a Roman Coppola (con cui continua ancora oggi un efficace sodalizio artistico) e a uno dei tre splendidi protagonisti, l'attore Schwartzman.
Ad aprire la scena è un viaggio cinematografico all'interno di un taxi spericolato con a bordo uno dei cammei più misteriosi dell'intero film: Bill Murray e le sue due vintage valigie. Sceso dall'auto, inizia a correre ma il Darjeeling Limited, si sa, non aspetta nessuno.

Il viaggio continua, ma a bordo dell'eccentrico, colorato, scanzonato e malconcio treno per Darjeeling, su cui viaggiano tre bizzarri peronaggi “alla Anderson”: tre fratelli in missione per conto di se stessi, con un itinerario da rispettare e l'intenzione, dopo un anno di silenzio reciproco, di ricominciare a fidarsi l'uno del dell'altro.
Un patto di fratellanza serratissimo, dunque, condotto dal fratello maggiore, abile regista dell'incontro, che con maestria e teatrale supponenza tesse le fila di una famiglia in subbuglio.

C'è tutto Anderson in questa commedia multicolor: puro virtuosismo ed eccellente estetica cinematografica, fino all'ultimo fotogramma.
Attualmente in post produzione con il nuovo film in uscita nel 2014, The Grand Budapest Hotel, il suo cinema è sempre iconico, pop, fatto di colori e fronzoli ma anche di inquadrature più che studiate con acuta finezza: mezzi primi piani, primi piani frontali, sguardi in macchina, particolari e dettagli mozzafiato.
Inquadrature fisse o carrelli a precedere dall'intrinseco valore semantico, rappresentano una storia raccontata anche grazie al delicato valzer della macchina da presa che poetica e malinconica balla, cantando la sua verità
Plongée e contre-plongée audaci, con camera completamente a picco puntata verso l'alto o il basso, il più delle volte a solleticare quel vizio artistico, marchio di fabbrica, firma d'autore, di riprendere le mani dall'alto: mentre guidano, servono una bibita, aprono una valigia o accarezzano profumi.

E poi c'è una sceneggiatura impeccabile suonata da musiche di prima scelta.

Finale epico che non svela il suo arcano, almeno non prima di essersi gustati, come a non averne mai abbastanza, il piccolo prequel Hotel Chevalier: dieci minuti di poesia d'autore interpretati dalla coppia Schwartzman-Natalie Portman, da cui Anderson riprende il feticcio dell'oggetto, il ton sur ton giallo limone di arredi e pareti, e lo stile tutto.

Piccoli gioiellini crescono: ambientato a Parigi è la base di racconto ideale, da sola o collegata al Darjeeling Limited, senza dimenticare che, comunque, “quei personaggi sono inventati”.